The Last Story | Recensione

Da quando Hironobu Sakaguchi ha abbandonato i lidi di Square-Enix, è stato un susseguirsi di esperimenti piu o meno riusciti, già dal 2008 insieme ai suoi ragazzi di Mistwalker sfornò quel classicissimo ma poetico e sognante “Lost Odyssey”, nel 2011 uscì in Giappone una nuova perla che si distaccava però da tutti gli altri jrpg, una carica innovativa unica, unita sotto il titolo di “The Last Story”.

L‘ultima storia di Sakaguchi arriva finalmente in Europa, sarà riuscita nell’intento di appassionare e convincere grazie alla sua vena innovativa ? Scopritelo nella nostra recensione !  

L’ultima storia 

 Zael, orfano di entrambi i genitori per colpa delle guerre che hanno tormentato l’impero negli anni passati, è ora un mercenario, insieme a Dagran apre una compagnia di guerrieri che combattono e rischiano la vita per guadagnarsi di che vivere, guardati però con disprezzo da chiunque, perchè è luogo comune che un mercenario non abbia onore, nè dignità. Il sogno più grande del nostro protagonista però, è di diventare un cavaliere, per proteggere le persone, ed evitare che tragedie come quella che ha subito lui stesso da piccolo, si ripetano. Inizia così il suo viaggio per l’isola di Lazulis, insieme ai suoi comprimari, che lo porterà a fare la conoscenza di una misteriosa e graziosa fanciulla, Calista. L’amore dei due giovani e la sete di potere di Zangurak, re dei Gurak, porterà ad una guerra distruttiva e pericolosa, per il mondo intero. Queste sono le premesse dell’intera vicenda, che si dipana in un lasso di tempo che va dalle 20 alle 30 ore, a seconda delle missioni secondarie che svolgerete.

La storia ha uno stampo molto classico, ma viene raccontanta in un modo unico, pulsante, che vi spingerà a giocarlo senza freni, in un susseguirsi di vicende che vi coinvolgeranno, scongiurando la noia tipica dei “momenti morti” di altri esponenti del genere. Gli stessi comprimari, per quanto rappresentino i tipici clichè del genere, sono profondi, hanno una storia e si fanno amare, ci si affeziona, si diventa partecipi delle vicende che li coinvolgono. Come si fa a non amare una sexy ubriacona come Syrenne ? O gli istinti puramente “mascolini” di Lowell ( che con la stessa Syrenne crea dei siparietti davvero divertenti), e la potente “fame compulsiva” di Mirania, una graziosa guaritrice.

 I personaggi maturano e si evolvono, fidatevi, basterà poco per affezionarvici.

L’arte del guerriero

 Come già detto questo titolo porta una grande carica innovativa, soprattutto dal punto di vista del gameplay, il battle system è rigorosamente in tempo reale, si tratta di azioni automatiche che il personaggio compierà una volta entrato in contatto con un nemico (si puo anche impostare a “manuale” e diventa a grandi linee un po come Kingdom Hearts), si potranno parare gli attacchi con la pressione del tasto dorsale B e sfruttare le coperture per utilizzare la balestra in modo sicuro o per mettere in atto particolari attacchi “stealth” che infliggeranno danni maggiori.

Parliamo però della abilità e dei cerchi magici, vero fulcro dell’esperienza, che aggiungono profondità e varietà al battle system; come ogni jrpg che si rispetti al raggiungimento di determinati livelli si sbloccheranno delle abilità, ad esempio “Assalto” di Zael, sfrutterà le coperture per sferrare attacchi a sorpresa davvero efficaci, oppure “Gran salto” che ci permetterà di correre su un muro per scendere in picchiata sui nemici o sui cerchi magici (per ampliarne l’effetto). Parliamo proprio dei cerchi magici, si tratta in sostanza di magie che vengono “evocate”sul campo di battaglia, e che possono essere ampliate all’intero party tramite la tecnica “Turbine” di Zael. Di prima occhiata il tutto vi sembrerà banale e semplicistico, ma imparerete ad aprezzarlo man mano che si va avanti, con le abilità che si sbloccheranno col tempo. 

 Abile stratega

 Differenza sostanziale tra The Last Story e i “classici” jrpg è la linearità che pervade il tutto, niente scontri casuali, niente scontri “a vista”, qualsiasi scontro è dettato da esigenze narrative, che si tratti della storia principale o di missioni secondarie, tutto ciò apre un ventaglio di scontri mai identici tra loro, e con differenti strategie da attuare in ogni situazione per uscirne vittoriosi. Interessante la possibilità di sfruttare l’ambiente circostante in determinate situazioni, indicando ad esempio muri o colonne da abbattere, barriere da disintegrare e così via. Il ritmo di gioco ne giova, senza ombra di dubbio.

   La forza Nintendosa

 “C‘è una tendenza che porta gli sviluppatori a concentrare tutte le loro energie nel mantenimento di elevatissimi standard di qualità grafica.Anche se il Wii non ha la capacità di visualizzare grafica in alta definizione, questo non è un motivo valido per pensare che i suoi titoli siano di bassa qualità.”

Queste le parole del maestro per quanto concerne la qualità grafica cosi tanto “amata” in questa generazione di console, The Last story nonostante queste dichiarazioni eccelle sotto questo punto di vista, muove su schermo tantissimi personaggi sia sull’isola che negli scontri (che raggiungono dei picchi in termini di quantità di nemici a volte davvero stupefacenti), ha un dettaglio per i personaggi ottimo e le animazioni sono discretamente curate, il vero problema però è il frame-rate, segno di uno sfruttamento non proprio esemplare dell’hardware Nintendo, il gioco è infatti instabile e il giocatore, anche inesperto, se ne rende conto (soprattutto nella città di Lazulis).

Il coinvolgimento che si prova giocando questo titolo, però, fa chiudere più di un’occhio su questi problemi tecnici. 

 La musica di Nobuo

 Sakaguchi, come i più attenti sapranno, da Square ha portato con se anche il grandioso compositore giapponese, Nobuo Uematsu, che lo ha già accompagnato nei lavori di Lost Odyssey. 

In questa opera non da il meglio di se, ma riesce ad evitare l’autoplagio e a proporre quindi melodie fresche e nuove. Il tono generale è molto “romantico – regale”, e si sposa (come giusto che sia) ottimamente alle ambientazioni ed alle situazioni proposte.  L’accompagnamento è quindi ottimo, Uematsu ha fatto di nuovo centro.